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La continuità del maschio. Perché la destra italiana è ancora fascista

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Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce.

Tomaso Montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La risposta è radicale. Il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione. Non come ripetizione caricaturale del Ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell’umanità, l’idea di una nazione basata sul sangue, l’avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello Stato, l’odio per le diversità.

La continuità del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della Costituzione. Il progetto è esattamente il contrario: abbattere la Costituzione antifascista e riportarci all’odio e alla paura.

Con rigore filologico e passione civile, Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società “spartane” che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine.

Non un’invettiva, ma un atto di verità politica. Chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica. Per capire che cosa sta accadendo. Per riconoscere la matrice dell’intolleranza e del discorso d’odio. Per spezzare la continuità del male, e fermare l’ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in tempo. Se li vediamo per quello che sono davvero.

C’è un lungo e sotterraneo filo nero che lega le idee della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.

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C’è un lungo e sotterraneo filo nero che lega le idee della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.

Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce.

Tomaso Montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La risposta è radicale. Il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione. Non come ripetizione caricaturale del Ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell’umanità, l’idea di una nazione basata sul sangue, l’avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello Stato, l’odio per le diversità.

La continuità del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della Costituzione. Il progetto è esattamente il contrario: abbattere la Costituzione antifascista e riportarci all’odio e alla paura.

Con rigore filologico e passione civile, Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società “spartane” che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine.

Non un’invettiva, ma un atto di verità politica. Chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica. Per capire che cosa sta accadendo. Per riconoscere la matrice dell’intolleranza e del discorso d’odio. Per spezzare la continuità del male, e fermare l’ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in tempo. Se li vediamo per quello che sono davvero.

Una serie di ritratti ravvicinati che mostra qualcuno che indossa un cappotto o una giacca invernale scura su uno sfondo grigio, fotografato da diverse angolazioni che mostrano viste parziali del viso.Una serie di ritratti ravvicinati che mostra qualcuno che indossa un cappotto o una giacca invernale scura su uno sfondo grigio, fotografato da diverse angolazioni che mostrano viste parziali del viso.

Conosci l’autore

Tomaso Montanari (1971) è uno storico dell’arte, saggista e intellettuale pubblico tra i più influenti in Italia. Professore ordinario di Storia dell’arte moderna, è rettore dell’Università per stranieri di Siena.

I suoi studi si concentrano in particolare sull’arte del Seicento e sul patrimonio culturale, temi che ha sempre intrecciato con l’impegno civile e politico.

Tra i suoi ultimi libri: Se amore guarda. Un’educazione sentimentale al patrimonio culturale (2023), Le statue giuste (2024) e Libera università (2025). Con Feltrinelli ha pubblicato

Per Gaza, con i disegni di Marco Sauro (2025) e La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista (2026).

Editore ‏ : ‎ Feltrinelli
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 8 aprile 2026
Lingua ‏ : ‎ italiano
Lunghezza di stampa ‏ : ‎ 304 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 880720021X
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8807200212
Peso articolo ‏ : ‎ 240 g
Dimensioni: ‎ 14,1 x 1,8 x 22,1 cm
Classifica più venduti: 14 in Libri (vedi i primi 100 in libri) 1 in Storia politica del fascismo e del nazismo 1 in Storia (libri) 1 in Partiti politici (libri)
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